giovedì 22 marzo 2007 16.50

 
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I "PICCOLI FRUTTI"

“Coltivazione dei piccoli frutti in idroponica”

 I “piccoli frutti”, corbezzoli, lamponi, mirtilli, ribes, uva spina, rovo ecc., una volta forniti dal sottobosco, sono sempre più richiesti dal mercato italiano tanto da essere importati, anche come prodotto congelato, da Germania, Francia, Olanda, ecc., che oggi esercitano una forte concorrenza sul nostro prodotto.

Vista la crescente richiesta, dovuta alla ricerca di novità da parte del consumatore italiano, i “piccoli frutti”, a partire dagli anni ’60, sono stati sempre maggiormente coltivati da frutticoltori cuneesi e successivamente trentini, altoatesini, lombardi, friulani ed emiliani fino ad arrivare ad una superficie che oggi ricopre circa 400 ha. Non mancano poi impianti forzati per primizie sotto tunnel (Verona, Versilia), mentre la coltura tende a diffondersi anche nel Centro e nel Sud Italia.

Attualmente le regioni settentrionali ne promuovono la diffusione attraverso iniziative mirate e circa il 75% di questi frutti sono oggi forniti dalle province di Cuneo e di Trento.

Di notevole interesse sono le forme commerciali associate di Peveragno e di Boves nel Cuneese e quelle del Trentino, che garantiscono nei mercati, anche europei, una presenza omogenea, costante e di alta qualità di corbezzoli, lamponi, mirtilli, ribes, uva spina, ecc.

Il consumo pro capite in Italia, seppure in crescendo, è ancora basso, mentre è trascurabile nel Centro e nel Sud.

Altri piccoli frutti sono forniti da piante isolate in orto-frutteti familiari e giardini (alchechengi, bagolari, corniole, giuggiole, mirti, gelsi neri ecc.) o da siepi (more).

I piccoli frutti, che hanno un impatto ambientale minimo, essendo possibile coltivarli con interventi di difesa fitosanitaria pressoché nulli, hanno avuto successo, non solo per la loro bontà e fragranza, ma anche perché sono salutari.

Essi, infatti, apportano poche calorie, essendo poveri in protidi e lipidi, mentre sono ricchi, fra l’altro, in sali minerali, in vitamine  B1, B2, C, PP e provitamina A ed in antocianine e flavonoidi (mirtillo nero).

In particolare i lamponi sono utili ai diabetici, i mirtilli per curare la avitaminosi e la demineralizzazione e nella terapia di varie affezioni microcircolatorie, mentre la marmellata di mirtillo ha la facoltà di migliorare la percezione visiva e la resistenza e permeabilità capillare.

Inoltre, va ricordato che gli alchechengi sono ricostituenti e febbrifughi, mentre lo sciroppo di ribes, diluito con acqua, è un ottimo dissetante per i malati e quello di more è utile nelle diarree e nelle dissenterie.

I piccoli frutti hanno diverse destinazioni (fresco, surgelato e trasformato), ma soprattutto una vasta utilizzazione industriale ed artigianale per preparare gelatine, macedonie, sorbetti, confetture, frutti sotto spirito, liquori, grappe, acquaviti, coloranti naturali (mirtillo e lampone), dolciumi, sciroppi, succhi, salse, marmellate, caramelle, ecc., in farmacopea (decotti, estratti, ecc.) e nell’industria farmaceutica (vitamine). Solo il 10% del prodotto interessa il mercato fresco.

Va ribadito inoltre che affinché la coltura dei piccoli frutti dia buoni risultati occorre una scelta accurata dell’ambiente pedoclimatico, l’impiego di materiale di propagazione sano e garantito geneticamente, scelta accurata delle specie e delle cultivar, tecniche colturali adeguate ed un attento studio dei mercati adottando quindi tecniche ed attenzioni degne dei fruttiferi di maggiore coltivazione rispetto ai quali sono assolutamente paragonabili in termini di potenzialità. Abbiamo scelto di adottare come tecnica colturale la coltivazione idroponica perchè degna di essere presa in considerazione visto gli indiscutibili vantaggi che da essa possono essere ottenuti.

 Obiettivi del progetto

Lo scopo del lavoro sta nell’introdurre all’interno della nostra realtà agricola e produttiva questi peculiari prodotti dotati di grandi potenzialità, individuarne inoltre l’adattabilità ad essere coltivati in copertura e fuori suolo, prestando particolare attenzione all’aspetto agronomico e varietale, valutando inoltre la risposta del mercato sulla loro commerciabilità.

Siamo dell’avviso che dalla coltivazione dei piccoli frutti possano derivare grandi opportunità di diversificazione o completamento produttivo per molte aziende orto-frutticole a carattere familiare anche nel nostro territorio. Associando poi ad essi un altrettanto originale concetto di tecnica colturale quale è quella idroponica, in considerazione degli indiscutibili vantaggi che essa ci offre, garantendo requisiti di funzionalità, di produttività (quantità e qualità), di economia e di salvaguardia dell’ambiente, eludendo i problemi patologici di origine tellurica.

 

 
 
  

© 2005 Consorzio per la Divulgazione e la Sperimentazione delle Tecniche Irrigue

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