Presentazione
Miele d'Abruzzo millefiori, sulla, lupinella, girasole, santoreggia, acacia
Miele d'Abruzzo 

La produzione del miele interessa l’intero territorio regionale abruzzese e può essere sia di varietà monoflora che multiflora. È prodotto dalla flora tipica (sulla, lupinella, girasole, santoreggia, acacia) e millefiori di montagna (con gli apiari collocati a un’altitudine minima di 800 metri), ma può anche essere ottenuto da flora presente in altri territori ma lavorata dagli apicoltori abruzzesi “nomadi” che trasportano le loro arnie in zone dove sono presenti altre floricolture. Il miele è il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare. Tale prodotto alimentare può essere fluido, denso o cristallizzato. A parte i millefiori, nei quali, per la notevole diversità dei fiori bottinati è difficile indicare delle caratteristiche specifiche e ricorrenti, i mieli monoflora vantano diverse tipicità: il miele di Sulla si presenta di colore chiaro, odore tenue e sapore delicato, ha cristallizzazione evidente, è di media consistenza ed è facilmente solubile; il miele di Lupinella ha caratteristico colore dal bianco al beige chiaro, odore e sapore delicato di fieno e si cristallizza in maniera fine e compatta; il miele di Girasole, di colore giallo e dal sapore delicato, raggiunge una cristallizzazione compatta e dura; infine il miele di Santoreggia, dal caratteristico colore ambrato con riflessi verdi, ha odore e sapore forti e persistenti, e cristallizza raggiungendo una consistenza finissima e morbida. Il miele maturo viene estratto dai favi opercolati che lo contengono. Portati in laboratorio, i telaini vengono disopercolati, inseriti nello smelatore e sottoposti a forza centrifuga. Il miele fuoriesce dalle cellette e si raccoglie sul fondo dello smelatore per poi essere trasferito nel maturatore, previa leggera filtrazione che permette di separare eventuali pezzi di cera. Dopo alcuni giorni si procede alla schiumatura, cioè alla asportazione di un leggero strato superficiale che si forma per l’affioramento di minute bollicine di aria formatesi durante la centrifuga. Non occorrono altre lavorazioni, e il miele, prima che inizi il suo processo di cristallizzazione, deve essere solo conservato ben chiuso in vasetti in ambiente sufficientemente fresco, e al riparo dalla luce, per rallentare i processi che caratterizzano il suo invecchiamento. In Abruzzo l’apicoltura è attività praticata sin da tempi remoti, tanto che ne dà notizia un geografo arabo vissuto nell’alto Medioevo, che descrive gli abitanti della nostra regione dediti alla caccia e alla raccolta del miele. L’apicoltura razionale, invece, quella basata sull’utilizzo di arnie costruite per essere ispezionate, sembra essersi sviluppata in Abruzzo dalla fine dell’800. La sua rilevanza, anche economica, è testimoniata dall’attività delle associazioni provinciali degli apicoltori già prima della seconda guerra mondiale, e poi dalla costituzione, nel 1960, della Cooperativa Apistica Abruzzese di Lanciano..